Chi siamo

Il Parco Archeologico dell’Appia Antica nasce come Istituto dotato di autonomia speciale (scientifica, finanziaria, contabile e amministrativa) nell'ambito della riforma Franceschini di riorganizzazione del MIBAC (DM 44/2016 e DM 198/2016) nella quale furono individuati istituti e musei di rilevante interesse nazionale. L’Istituto nasceva allo scopo di promuovere l’ambito territoriale attraversato dall'antica via Appia riconoscendone la specificità tra i luoghi della cultura e l’unitarietà dei diversi complessi archeologici, monumentali e paesaggistici.

A seguito dell'entrata in vigore del DPCM 19 giugno 2019 n. 76 (riforma Bonisoli) a partire dal 22 agosto 2019 il Parco Archeologico dell'Appia Antica non è più dotato di autonomia speciale ed è attribuito alla Soprintendenza Speciale belle Arti e Paesaggio di Roma.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 dicembre 2019, n. 169  recante il “Regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, degli uffici di diretta collaborazione del Ministro e dell’Organismo indipendente di valutazione della performance” (G.U. Ser. Gen. n. 16 del 21/1/2020) e in vigore dal 5 febbraio 2020,  restituisce autonomia al Parco Archeologico dell’Appia Antica che, all’art. 33 del DPCM, rientra tra i musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura di rilevante interesse nazionale dotati di autonomia speciale.

Il Parco Archeologico dell’Appia Antica si sviluppa dalle Mura Aureliane sino alla località di Frattocchie nel comune di Marino, tra la via Ardeatina e l’Appia Nuova, includendo la Valle della Caffarella e l’area di Tormarancia. Il suo perimetro di fatto coincide con quello del Parco Regionale dell’Appia Antica (istituito con L.R. 66/1988) che ha competenze di carattere naturalistico.

Il Parco Archeologico ha in consegna un ampio tratto dell’antica via Appia, di proprietà del Demanio dello Stato, dal civico n. 195 fino alla località di Frattocchie, con i monumenti sui lati, e i siti di Cecilia Metella e Castrum Caetani, Capo di Bove, Villa dei Quintili e Santa Maria Nova, il Parco delle Tombe della via Latina, il complesso degli Acquedotti, la Villa dei Sette Bassi, l’Antiquarium di Lucrezia Romana (clicca qui per scaricare la pianta del Parco ad alta definizione).

Il Parco Archeologico dell’Appia Antica esercita le proprie competenze nell’ambito della tutela, della conservazione e della valorizzazione al fine di contribuire alla salvaguardia del patrimonio culturale di competenza, materiale e immateriale, alla promozione e valorizzazione dei monumenti e del paesaggio nel suo complesso (clicca qui scaricare lo Statuto del Parco Archeologico dell’Appia Antica in formato PDF e il Decreto di approvazione dello statuto).

Il Parco Archeologico dell’Appia Antica opera attraverso i seguenti organi istituzionali: