Il Mausoleo di Sant’Urbano entra a far parte dei beni in consegna al Parco Archeologico dell’Appia Antica

Si è conclusa, con la firma di ieri, la lunga trattativa che ha portato all’acquisizione di un nuovo monumento lungo la via Appia Antica.

“Sono particolarmente felice di aver potuto siglare oggi l’atto definitivo che consegna al nostro Istituto il sepolcro. È una buona notizia che ravviva un momento complicato per tutti. Il mausoleo è diventato negli anni un simbolo della deturpazione e degli abusi che in questa zona erano impunemente perpetrati a danno dei beni culturali nonostante le innumerevoli denunce di tanti intellettuali tra i quali voglio ricordare Antonio Cederna. Con questo nuovo acquisto avremo non solo modo di poter studiare a fondo l’edificio, e acquisire dati scientifici rilevanti, ma potremo anche restaurare e restituire alla cittadinanza e alla fruizione pubblica un nuovo spazio verde, in uno dei tratti più suggestivi della via Appia Antica: un luogo davvero spettacolare che ha ancora molto da raccontare”, dichiara Simone Quilici, Direttore del Parco Archeologico dell’Appia Antica.

Il cosiddetto Mausoleo di Sant’Urbano è una monumentale tomba in laterizi, databile nel IV secolo d.C., che conserva imponenti mura alte oltre dieci metri di altezza, con abside e nicchie laterali e resti della scalinata frontale d’accesso. L’edificio, indagato alla fine dell’800 da Rodolfo Lanciani con i fratelli Giambattista e Bernardo Lugari, che avevano acquistato il terreno dal principe Alessandro Torlonia, deve il suo nome all’episodio citato dalle fonti cristiane, secondo le quali il corpo del Santo sarebbe stato trasportato dalla devota matrona Marmenia in un edificio realizzato in una sua proprietà lungo la via consolare. Di conseguenza la villa retrostante il sepolcro venne definita domus Marmeniae e il mausoleo attribuito appunto a Sant’Urbano.

Al monumento si accedeva da una traversa che si diparte dall’Appia Antica all’altezza del IV miglio, a circa venti minuti di cammino dal più noto Mausoleo di Cecilia Metella e a quindici dal Casale di Santa Maria Nova e dalla Villa dei Quintili, in una posizione strategica quindi per la visita del ricco territorio del Parco. Tra i primi interventi volti ad assicurare la piena fruizione da parte del pubblico ci sarà il ripristino dell’ingresso dalla via Appia e l’avvio di indagini archeologiche mirate a chiarire i molti aspetti ancora sconosciuti di questo affascinante monumento.