Gianni Berengo Gardin: Roma ieri e oggi in 75 fotografie

L’ultima personale del maestro del bianco e nero dedicata alla Città Eterna, con immagini (molte delle quali inedite) scattate in sessant’anni di lavoro

Ligure di nascita, veneziano d’adozione, milanese da tanti di quegli anni, Gianni Berengo Gardin — classe 1930, uno dei grandi della fotografia internazionale, esordi con Leo Longanesi, collaboratore del «Mondo» di Pannunzio, riconoscimenti ovunque, oltre duecento volumi e quasi due milioni di negativi — a Roma è legatissimo. Qui ha passato la sua infanzia-adolescenza — casa all’Amba Aradam, medie a piazza Tuscolo, liceo a via Cavour — e qui, soprattutto, ha iniziato a fotografare, da bambino: «Per un caso — racconta — i tedeschi avevano imposto di consegnare le armi che avevamo e le macchine fotografiche, allora prima di consegnare la macchina fotografica di mia madre alla questura (un modello a soffietto, ce l’ho ancora), ho fatto due o tre rulli in giro per Roma, anche se era già proibito. L’ho fatto perché da ragazzino ero un bastian contrario terribile».

 

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