Domenica 16 giugno nuovo appuntamento con il Trio Haydn a Capo di Bove

Il trio per pianoforte ed archi nel Novecento: la Spagna di Joaquín Turina.

Domenica 16 giugno alle 11.30 nel Complesso di Capo di Bove in via Appia Antica 222, avrà luogo una nuova conversazione-concerto del Trio Haydn composto da Alberto d’Annibale (violino), Cinzia Carrisi (violoncello), Luca Zanella (pianoforte).

Programma:
Trio per violino, violoncello e pianoforte n°1 op. 35
Lento-Allegro molto moderato
Molto vivace
Lento-Andante-Allegretto

Trio per violino, violoncello e pianoforte n°2 op. 76
Lento-Allegro molto moderato
Molto vivace
Lento-Andante-Allegretto

Círculo op. 91, fantasia per violino, violoncello e pianoforte
Amanecer
Mediodía
Crepúsculo

Anche quest’anno il Trio Haydn interpreterà la musica di uno dei maggiori compositori del movimento nazionalista spagnolo dei primi del Novecento, dopo Enrique Granados, Joaquín Nin, questa sarà la volta di Joaquín Turina.

Nella prima metà del Novecento la tradizione popolare musicale spagnola venne rielaborata in maniera soggettiva da ciascun autore, Albeniz, Granados, De Falla, ma il punto di arrivo di questa ricerca introspettiva rimase il recupero di una radice culturale comune.

Joaquín Turina nacque a Siviglia nel 1882, precoce talento musicale, a soli 15 anni diede il suo primo concerto da solista interpretando al pianoforte una Fantasia di Thalberg su temi di Rossini. Nel 1902 si trasferì a Madrid dove conobbe Manuel De Falla e nel 1904 a Parigi dove incontra i più importanti compositori dell’epoca, Fauré, d’Indy, Debussy, Ravel, Albeniz, Nin. Iniziò a prendere lezioni di pianoforte da Moritz Moszkowski, che abbandonò in breve per incompatibilità di carattere e di composizione alla Schola Cantorum di Vincent d’Indy. L’esecuzione del suo Quintetto con pianoforte che ebbe un grandissimo successo, spinsero Turina a perseverare nella composizione di musiche ispirate alla cultura ed alla tradizione spagnola.
Nel 1914 ritornò a Madrid dove scrisse alcune opere liriche e numerose opere sinfoniche, da camera e per pianoforte. Nel 1918 accettò l’offerta di Djagilev di dirigere l’orchestra dei suoi Balletti Russi in tournée in sedici città della Spagna.
Negli anni successivi continuò a lavorare come compositore e come critico musicale finché nel 1934 assunse l’incarico d’insegnamento di Composizione al Conservatorio Reale di Madrid che mantenne sino alla sua morte. La sua opera, che va dalla musica sinfonica a quella da camera, è di vivace invenzione melodica, ricca di ritmo e di suggestivi effetti sonori.