Battaglie di oggi

Nella sezione News è possibile trovare tutte le informazioni aggiornate riguardo il compito quotidiano della tutela dell’Appia portato avanti nel tentativo di  impedire ulteriori casi di abusivismo edilizio e di usi impropri degli edifici e del territorio, nell’impegno per la conservazione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico.

La responsabilità della tutela archeologica è sostenuta dal Parco Archeologico dell’Appia Antica. In particolare negli anni Ottanta e Novanta del Novecento, è stata utilizzata sia la normativa specifica dell’allora legge 1089/1939 per vincolare circa 1850 ettari, sia lo strumento della tutela paesaggistica per le zone di interesse archeologico (già legge 431/85 art. 1, lettera m, con il decreto del 16.10.1998), per proteggere tutto il comprensorio dell’Appia (circa 3980 ettari), includendo anche l’area di Tor Marancia, che ne è parte integrante e necessaria, con il fine di preservare la situazione storico-topografica come bene culturale d’insieme e affidarla a un ruolo culturale adeguato. Grazie a tali riconoscimenti d’interesse è stato possibile acquistare le più importanti aree archeologiche, la Villa dei Sette Bassi e la Villa dei Quintili e a queste si sono aggiunte, recentemente, altre acquisizioni, tra le quali Capo di Bove e Santa Maria Nova.

Questo impegno è stato affiancato da un’azione di valorizzazione delle scoperte archeologiche e da interventi di restauro e sistemazione per la fruizione pubblica dei più importanti complessi monumentali, creando un sistema dal quale la collettività può trarre godimento e acquisire la consapevolezza della rilevanza di tale patrimonio straordinario. È il caso delle opere per il Mausoleo di Cecilia Metella con il medievale Palazzo Caetani, per la strada stessa con i monumenti che la fiancheggiano, per la Villa dei Quintili, oggi una delle aree archeologiche più importanti d’Europa, per il sito di Capo di Bove, acquisito nel 2002, e quello di Santa Maria Nova, acquisito nel 2006. Nell’ambito degli interventi per il Grande Giubileo del 2000, inoltre, è stata effettuata la ricucitura dell’Appia Antica nel punto in cui l’attraversamento dell’anello stradale del G.R.A. aveva diviso in due la strada. Tale obiettivo è stato raggiunto tramite il sottopassaggio del Raccordo, prestando attenzione anche agli aspetti paesaggistici nel fare in modo che l’interramento iniziasse da entrambe le parti almeno a 2 km di distanza dalla linea dell’Appia Antica, e fosse protetto da piantumazioni arboree.

La Via Appia, in particolare dal IV miglio in poi, deve tornare ad assumere il valore di un monumento antico con il ruolo di “museo all’aperto” conferito dai restauri eseguiti nella metà dell’800 con il fine di preservare e illustrare le testimonianze  archeologiche nel tempo, rendendole accessibili a tutti.

La battaglia per la difesa di tutto l’ambito dell’Appia continua quotidianamente nel tentativo da un lato di  impedire ulteriori manifestazioni di abusivismo edilizio e di usi incompatibili con i valori di questo territorio, dall’altro nell’opera di conservazione e restauro del patrimonio culturale di proprietà pubblica. Si tratta di centinaia di monumenti esposti ai rischi meteorici e di naturale degrado se non si praticano i necessari interventi di mantenimento.

Oltre alle tutele definite dalle norme, per l’Appia serve un progetto di ampia portata e condivisione, al fine dell’istituzione di un luogo organizzato con riguardo ai beni culturali presenti, nella loro complessità, e affinché questi siano messi a disposizione della collettività.

Pianta dei vincoli di natura archeologica e paesaggistica Ufficio Sitar – PDF