Norme per la tutela

Piano di gestione e fruizione per la Via Appia Antica - Via Latina
Piano di gestione e fruizione per la Via Appia Antica – Via Latina

L. n° 364 del 20/06/1909. È la prima legge di tutela dei Beni Culturali con la quale sono stati emessi alcuni dispositivi riguardanti le aree del Circo di Massenzio, Villa dei Quintili e il Ninfeo di Egeria.

L. n° 778 del 11/06/1922. Norma che tutela le bellezze naturali e gli immobili di particolare interesse storico; con tale legge vengono vincolati i Colombari di Vigna Codini.

L. n° 1497 del 29/06/1939. Questa legge interessa esclusivamente la tutela delle bellezze naturali di notevole interesse pubblico; con tale norma sono state sottoposte a tutela paesaggistica l’intera fascia territoriale dell’Appia Antica, la valle della Caffarella e la zona di via delle Sette Chiese.

L. n° 1089 del 01/06/1939. Legge sulla tutela delle cose di interesse artistico, archeologico e storico; con questa norma viene sottoposto a Vincolo Archeologico diretto e indiretto 1/3 circa dell’intero parco.

L. 431 del 08/08/1985. Detta anche Legge Galasso; emessa per tutelare le aree paesaggistiche e ambientali; con tale norma  viene perimetrata e dichiarata come zona di interesse archeologico l’intera area del Parco dell’Appia ed alcune zone limitrofe del Comune di Roma.

D.Lgs 490 del 29/10/1999. Testo Unico sulla riorganizzazione delle disposizioni legislative in materia dei Beni Culturali; con questo decreto vengono emessi dispositivi di tutela su alcuni monumenti funerari: le Catacombe di Pretestato, Vigna Casali, Via della Fotografia.

D.Lgs 42 del 22/01/2004. Codice dei Beni Culturali; raccoglie e riorganizza tutte le leggi emanate dallo Stato Italiano in materia  di tutela e conservazione; con il Codice sono stati emessi dispositivi di tutela su Cecilia Metella, Vigna Moroni, Porta S. Sebastiano, Forte Appia, Grotta Perfetta.

Superficie:

  • Parco Regionale: 3400 ettari circa.
  • Tutela paesaggistica, ex L.431/85 art.1 lett. M: 3980 ettari circa.
  • Area sottoposta a Tutela Archeologica diretta e indiretta: 1920 ettari circa.

Art. 822 del Codice Civile. Norma che permette l’immissione tra i beni del demanio dei resti rinvenuti.