«Vandali devastano il mosaico di Montanus»

di Paolo Brogi,
Corriere della Sera, ed. Roma, 28 aprile 2007.

Il mosaico del gladiatore Montanus, scoperto pochi giorni fa dagli archeologi nel complesso di Santa Maria Nova sull’Appia antica, notizia che al ritrovamento avevamo subito segnalato per la sua importanza scientifica, è stato devastato la scorsa notte nel corso di un’irruzione vandalica. Nel piccolo complesso termale è stato dissestato anche un pavimento in peperino di un ambiente adiacente al «calidarium» ed è stato scavato un grosso buco sotto un’ipocausto del forno usato per riscaldare l’acqua della struttura termale. Abbattuto infine un muretto a secco residuo degli scavi ottocenteschi nella villa.
Il ministero dei Beni culturali ha espresso «indignazione per l’atto vandalico e viva preoccupazione per l’ipotesi che si tratti di un gesto mirato, come lascerebbero intendere – dice il comunicato del Mibac – la scarsa notorietà dello scavo e la lontananza dalla viabilità di maggior traffico». «Non più tardi di ieri del resto – aggiunge il Mibac – da parte della Soprintendenza erano stati lamentati sulla stampa il degrado e l’indecorosa situazione della zona circostante il Parco dell’Appia Antica».
Più fattivo l’intervento a caldo del Parco dell’Appia che ieri, appresa la brutta novità, ha proposto attraverso il professor Adriano La Regina, suo nuovo presidente appena insediato, un piano di telecamere sull’Appia Antica. «Proporremo al Comune la installazione di telecamere ai principali varchi della strada – spiega La Regina – . Se non altro sapremo chi entra ed esce. Varrà almeno come deterrenza…». L’assessore ai Lavori pubblici Giancarlo D’Alessandro, appresa la proposta, ha sposato l’idea: «Buona proposta, appena ce la formuleranno, la valuteremo molto volentieri».
Ad accorgersi dell’irruzione notturna sono stati ieri mattina gli operai della Socore, la ditta impegnata nei lavori di scavo e di restauro dentro Santa Maria Nova. «Appena arrivati abbiamo visto che i teloni posti sui mosaico erano stati manomessi – spiegano gli operai – . E sotto c’era quel disastro…». Sul posto sono accorsi di lì a poco gli archeologi della sovrintendenza, guidati da Rita Paris. Poi sono arrivati i carabinieri della stazione locale, Quarto Miglio, col comandante Vincenzo Senatore. Un giovane pastore che dorme in una roulotte nelle vicinanze ha avvertito latrati dei cani intorno all’una di notte. Forse l’irruzione è avvenuta allora.
Cosa cercare in un’impianto termale? Era forse un sopralluogo per un intervento futuro? Oppure è stata una pura e semplice intimidazione, portata a termine con facilità in un complesso dove non è difficile superare le barriere esterne? Viva è la preoccupazione degli archeologi per la limitrofa Villa dei Quintili, sorvegliata dai vigilantes dell’Ales, con cui è in corso una rinegoziazione dell’impegno che ora forse verrà esteso anche a Santa Maria Nova. Ma è tutta l’Appia a restare bersaglio di predoni e vandali. Nel piccolo museo dei Quintili c’è da poco la statua di un «togato» che fino allo scorso novembre era sull’Appia, in un mausoleo all’altezza del Gra. Ma un giorno alcuni podisti che facevano jogging chiamarono trafelati alla Villa: qualcuno stava cercando di asportarla. Il togato è stato salvato grazie solo a quella telefonata.