Il cantiere continuo dell’Appia, la cura del patrimonio archeologico – Il Mausoleo circolare presso il Tempio di Ercole

Un altro intervento di manutenzione sulla Via Appia Antica da parte della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma.

VIII miglio
Mausoleo circolare – area del cosiddetto Tempio di Ercole

Questo tratto della Via Appia è stato particolarmente danneggiato per la mancanza assoluta di drenaggio del terreno qui piuttosto impermeabile per l’affioramento del banco geologico di lava.
L’area, interessata dai lavori di sistemazione per lo smaltimento delle acque piovane intorno ai monumenti, è particolarmente importante per la presenza, secondo quanto riporta Marziale nell’epigramma 65-67 L.IX, del tempio voluto dall’imperatore Domiziano

dedicato ad Ercole, non ancora rintracciato.
Qui, invece, è stata riportata alla luce una specie di statio o area di sosta con edificio ad atrio centrale e stanze disposte all’intorno: una serie di vasche e canalette per lo smaltimento dell’acqua sono ancora evidenti sul terreno, testimonianza di un problema antico legato allo smaltimento idrico, e sono state restaurate per ripristinare la loro funzione.
Poco prima della statio, uscendo da Roma, sullo stesso lato destro della Via, è un grande mausoleo circolare fino a poco tempo fa completamente coperto da terra e vegetazione infestante. Proprio intorno a questo monumento è stato progettato e realizzato il passaggio di tubazioni drenanti per lo smaltimento delle acque provenienti anche dai terreni verso Villa di Fiorano. Le canalizzazioni convogliano le acque verso il declivio naturale oltre il lato sinistro della Via, passando sotto il livello stradale attuale verso il ruscello sottostante.
La pulizia del tamburo del sepolcro ha permesso una lettura delle tracce rimaste sulla malta: i vari blocchi di peperino ancora inglobati nel conglomerato cementizio, sono interpretabili come diatoni che ancoravano il resto del rivestimento di peperino al nucleo. La decorazione doveva essere costituita con serie di blocchi a bassorilievo con raffigurazione di tralci vegetali di acanto e fiori, come suggerito dal ritrovamento di un blocco di peperino ai piedi del monumento, il quale riporterebbe la datazione all’età augustea. Il corpo cilindrico doveva essere sormontato da un altro corpo di fabbrica probabilmente a forma di cono: restano delle tracce circolari concentriche, sulla sommità del tamburo, oggi completamente coperte dalla vegetazione.
Lo scavo per la messa in opera delle tubazioni drenanti ha permesso di riportare alla luce la superficie del grosso dado su cui si impostava il mausoleo, realizzato in grandi blocchi squadrati di peperino.
L’attribuzione del mausoleo potrebbe riferirsi allo scriba questorius Pompeius Maius dell’iscrizione ancora in piedi, circa 200 metri prima del sepolcro, lungo il lato destro della Via Appia uscendo da Roma, iscrizione del I sec.d.C. la quale recita:
M POMPEIVS M F/MAI/SCR Q (C.I.L. VI,1823, inv. 400835).