«DIFENDIAMO IL PARCO DELL’APPIA»

di Maria Rosaria Spadaccino,
Corriere della Sera, ed. Roma, 14 febbraio 2016.

Bisogna vederla la bellezza sfolgorante delle rovine della villa dei Quintili, sulla via Appia Antica, nell’agro romano. Bisogna vederla e tremare, sapendo che poteva essere altro: un campo di calcio, un centro residenziale chic come molti in quest’area.
«Qui negli anni Cinquanta e Sessanta si sono costruite ville private e ci fu persino chi propose di costruire vicino alle Catacombe di San Callisto uno stadio per le Olimpiadi», spiega il presidente del comitato per la Bellezza, Vittorio Emiliani.
Ieri in centinaia hanno passeggiato dalla Villa dei Quintili a Capo di Bove, in fila indiana tra campi e ruderi per ricordare Antonio Cederna, a vent’anni dalla morte, immaginando (e sperando) un futuro migliore per il parco dell’Appia Antica. La passeggiata organizzata dall’Associazione Bianchi Bandinelli dell’architetto Vezio de Lucia per riscoprire i monumenti che lo Stato ha assicurato al godimento pubblico, e dare inizio ad un anno di iniziative in ricordo del grande giornalista e ambientalista. Guida speciale la direttrice dell’Appia per la Soprintendenza Rita Paris, e che racconta, senza troppi particolari, le difficoltà della lenta riappropriazione di un’area pubblica di pregio. «A vent’anni dalla sua morte, molte cose sono state fatte – dice Paris – lo Stato ha potuto riaprire al pubblico la Tomba di Cecilia Metella, Quintili, Capo di Bove (che dal 2006 accoglie l’archivio Cederna). e Santa Maria Nova. Senza dimenticare le scoperte e le nuove campagne di scavo».
Passeggiano e ascoltano Giuseppe Cederna, attore e figlio del giornalista, il candidato sindaco per la Sinistra Italiana, Stefano Fassina, manca il ministro Dario Franceschini che era stato invitato. «Ho parlato con archeologi che hanno fatto grandi scoperte qui – dice Fassina – che hanno un contratto precario che viene rinnovato ogni anno da 18 anni». La riforma voluta dal ministro Franceschini, che di fatto sminuisce le soprintendenze, preoccupa molto chi lavora sul campo, chi ha speso la vita per la tutela del patrimonio. «Presenterò con la collega De Pretis un’interrogazione proprio sull’Appia Antica», assicura Fassina.