«La nostra strada»

estratto dall’articolo di
Carteinregola, 15 settembre 2014.

Una passeggiata domenicale sulla Via Appia Antica fa crescere, insieme a uno stupore sempre nuovo per la sua bellezza, un sentimento di riconoscenza verso quelli che si sono battuti per salvaguardarla e restituirla alla città. Antonio Cederna, prima di tutti. E la sua presenza accompagna i visitatori con una scia di frasi, ricordi e immagini sapientemente seminate “sulla strada”da una Soprintendenza particolarmente illuminata.
Ma più che della straordinaria bellezza del paesaggio e dell’archeologia, vogliamo parlare dello spettacolo delle persone che quella bellezza vengono qui a toccarla, a respirarla, a prenderla per portarla con sé. Turisti, ma anche tantissimi romani, bambini, giovani, anziani, famiglie, gruppi di amici, coppie di innamorati, camminatori solitari, in bici, in segway, ma soprattutto a piedi. Gente che vive insieme uno spazio, e che gli dà un senso. E si potrebbe dire che l’ Appia Antica sia il più grande esempio di   spazio pubblico. Perché ci si può passare per andare altrove, o per fermarsi nelle “stazioni” archeologiche consigliate, o per mangiare nei tanti ristoranti disseminati: ma soprattutto si va per andarci e basta, per stare lì. E su quelle pietre sconnesse di basalto, scomode per camminarci e andarci in bici, si incrociano non più delle persone estranee che casualmente condividono un “esterno” con il piglio frettoloso di chi è diretto a un “altrove” privato, ma una moltitudine di donne e uomini  che hanno in comune il piacere di andare in quel luogo, di immergersi nella propria storia, di sentirsi parte di qualcosa di più grande e collettivo.
Ed è una grande tristezza, ancora prima che una grande rabbia, vedere tutto questo all’indomani dell’approvazione, per di più da parte di un governo a guida centrosinistra, di un decreto che intende “sbloccare l’Italia” raccogliendo l’”appello dei sindaci” che chiedono aiuto “contro le soprintendenze che “creano problemi” e mette in atto provvedimenti che bloccheranno sempre di più la tutela dell’ambiente e del patrimonio comune.

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