«L’Appia Antica si rifà il look sbarre anti-auto e nuove luci»

di Laura Larcan,
la Repubblica, ed. Roma, 09 gennaio 2013.

Sbarre per limitare il traffico ai residenti, cassonetti per la raccolta differenziata con un design compatibile con monumenti e paesaggio, illuminazione ad hoc per mantenere intatto fascino e sicurezza. Per l’Appia Antica scatta l’operazione “decoro e tutela” fortemente voluta dalla soprintendenza ai Beni archeologici di Roma, che prenderà il via entro un mese, appena espletata la gara di appalto dei lavori, forte di un finanziamento di 250mila euro. Un progetto studiato nei minimi dettagli, che interesserà il tracciato della Regina Viarum da dopo Capo di Bove fino a via delle Capanne di Marino. Il tutto procedendo per gradi, d’intesa con la polizia municipale e l’XI municipio.
Un progetto senza precedenti messo in campo all’indomani di una svolta istituzionale: «L’Appia Antica è stata formalmente consegnata dall’Agenzia del demanio alla soprintendenza archeologica — annuncia la direttrice Rita Paris — Monumento statale dall’800, l’Appia ha protratto nei decenni una situazione di ambiguità su chi ne fosse responsabile a tutti gli effetti. Solo negli ultimi anni abbiamo accertato questa condizione e grazie ad un lavoro straordinario del Demanio questo passaggio è stato ultimato». «Oggi l’Appia, a partire dal mausoleo di Cecilia Metella e per tutto l’asse fino al confine del Comune di Roma, gode dello stesso regime di protezione di altri monumenti, come la Villa dei Quintili o il Colosseo», sottolinea la soprintendente Mariarosaria Barbera.
Punto di partenza della “rivoluzione” è il restauro appena ultimato del tratto al IV Miglio in corrispondenza del Forte Appio: 400 metri lineari di antico basolato: «Abbiamo smontato e rimontato i basoli restituendo alla strada l’originaria curvatura per il deflusso delle acque piovane e la testimonianza degli antichi solchi dei carri», racconta Rita Paris. Costo dei lavori, 320 mila euro, fondi della soprintendenza archeologica. Finito il restyling, parte il nuovo progetto “salvaguardia”: «Avendo formalizzato la sua responsabilità, la soprintendenza procede ora a dettare le regole sull’uso dell’Appia in accordo col Demanio», avverte la Paris.
Ecco allora che si parte con l’installazione di otto sbarre, eleganti e sobrie, lungo il tratto della strada che da dopo Capo di Bove arriva a via delle Capanne di Marino, in corrispondenza delle grandi vie che tagliano l’Appia. Le sbarre saranno dotate di un sistema di citofoni e aperture telecomandate per i residenti. Sul fronte arredo, è pronto il progetto dei nuovi cassonetti, studiati per essere compatibili con il monumento e con i camioncini dell’Ama. E sarà sperimentata una nuova illuminazione dei monumenti d’accordo con l’Acea. Insomma, molto più di una Ztl per l’Appia: «L’obiettivo è ridurre il traffico solo ai residenti — spiega la Paris — in modo che la semplice pratica di attraversare la strada via via si interrompa». Non a caso, come annuncia la Barbera, la Soprintendenza investirà importanti risorse per la conservazione dell’Appia antica finalizzate, d’intesa col Mibac, anche alla definizione di un parco archeologico.