Roma, il Parco Appia Antica acquista Sant’Urbano. L’antico sepolcro pagato ai privati 491 mila euro

ROMA – Diventerà un bene pubblico il mausoleo di Sant’Urbano, gioiello archeologico nel cuore dell’Appia Antica da sempre di proprietà di privati. Il sepolcro – nel ’78 fu scambiato per una prigione di Moro – è stato acquistato dal Parco Archeologico Appia Antica (Mibact) dopo una lunga trattativa con l’attuale proprietaria, Marisa Antonietta Gigantino, vedova dell’avvocato Gianfranco Anzalone (morto una decina di anni fa) da cui ha ereditato il monumento. Il Segretario generale del ministero dei Beni culturali il 10 aprile ha dato l’ok all’acquisto. Soddisfatto il ministro dei Beni Culturali che ha dato l’avallo politico all’operazione.

“Torna finalmente allo Stato il Sepolcro di Sant’Urbano – dichiara Dario Franceschini – grazie a questa prestigiosa azione di tutela viene riacquisito un sito archeologico per troppo tempo sottratto alla pubblica fruizione. Seguiranno adesso interventi di studio, restauro e valorizzazione di una parte ancora poco conosciuta e indagata del Parco archeologico dell’Appia Antica”.

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