Il cantiere continuo dell’Appia, la cura del patrimonio archeologico – Torre Selce

Continuano i lavori della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma volti alla tutela e alla valorizzazione dei monumenti della Via Appia Antica.

VII miglio
Torre Selce

La torre si erge sopra una struttura monumentale al VII miglio dell’Appia, voluta nel XII secolo dalle famiglie aristocratiche romane per il controllo della viabilità. È realizzata in scaglie e blocchetti di peperino, marmo e travertino con una fascia di scaglie di calcare bianco alta circa 1,5 metro per garantire visibilità a grandi distanze, come torre semaforica. Il monumento sul quale si imposta la torre ha una fondazione  a pianta quadrata, di circa 22 metri di lato, con setti murari interni a dividere lo spazio a stella (sia a croce che in diagonale), realizzati in conglomerato cementizio con scaglioni basalto.
In età medioevale era nota con il nome di turris de Arcionibus o de Arcione, facendo riferimento a degli archi, forse quelli del vicino acquedotto che sembra terminare proprio qui, o agli archi di scarico sulla quale è impostata, conosciuta anche come Turris de Sclaceis, legato al materiale da costruzione (da scilicis, selce).
Secondo gli Atti di Papa Innocenzo IV del 1243 e di Bonifacio VIII del 1299 la Turris de Sclaceis passò dall’imperatore Corrado III ai monaci di S.Gregorio.
La parte superiore merlata e l’antemurale compaiono ancora nel Catasto Alessandrino del XVII secolo, oggi non più esistenti.
Una grossa lesione del paramento che corre verticalmente lungo la parete settentrionale è in fase di restauro a cura della Soprintendenza Speciale.